Francesca Piccinini è nata a Modena il 13 giugno 1973. Vive a Nonantola, in provincia di Modena.
Nel 1992 si avvicina alla fotografia frequentando diversi corsi e circoli fotografici, sviluppando sin dai primi lavori uno stile personale. In questa prima fase la sua ricerca spazia dal ritratto al paesaggio, dall'architettura alla foto rubata.
Partecipa e vince diversi concorsi fotografici, poi sposta la sua attenzione alle mostre. Ha al suo attivo diverse esposizioni collettive e personali.
Le sue immagini vengono richieste ed utilizzate da scrittori per le copertine di libri, in quanto ritenute di impatto emozionale e dirette.
La particolarità che contraddistingue le sue opere è quella di mostrare e valorizzare i dettagli dei soggetti esasperandone i particolari al limite della conservazione dell'essenza, senza cioè privarli dall'anima. La sua attenzione è ora concentrata sulle armonie dei fiori.
I suoi ultimi progetti che hanno come soggetto particolari di fiori, stanno ottenendo vari riconoscimenti; non per ultimo la scelta di Antonio Panini per adornarci la Corte dei Melograni a Modena.
"La mia vita è sempre stata incorniciata dai fiori.dall'aula delle scuole elementari in cui la maestra portava qualche rametto di fiori per dare colore e profumi, al giardino curato da mia madre sempre straripante di colori che in parte andava anche a vivacizzare l'interno della nostra casa.Ho scoperto il grandissimo potere che possono avere sulla nostra quotidianità questi immensi concentrati della natura..con i loro colori e le loro armoniose forme che paiono formare delle danze. Per questo i loro titoli sono ispirati ad opere musicali.
Le mie fotografie nascono come le propongo: non subiscono elaborazioni perché la natura ci offre ogni giorno dei capolavori nuovi, occorre solo saperli guardare con gli occhi, la curiosità e l'emozione dei bambini che vedono una cosa per la prima volta.
Un grande difetto che si ha al giorno d'oggi è quello di non sapere guardare, di dare per scontato certe cose.ma in realtà basterebbe fermarsi un attimo per scoprire l'eccezionalità che c'è in ogni cosa che ci circonda, soprattutto nelle più banali perché sono proprio quelle che possono riservarci le maggiori sorprese.
Ammirando le mie fotografie tante persone mi hanno chiesto di quale fiore o quale punto di un paese si trattasse.e sempre si trattava di soggetti che tutti vedevano quotidianamente.
Qui nascono le mie opere: trasmettere l'eccezionalità di ciò che tanti considerano semplice banalità."
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